Emilia Romagna: i Settori

L'economia solidale propone modalità di organizzazione economica capaci di rimettere al centro del fare economico le donne e gli uomini con i loro progetti, le loro storie, le loro relazioni e l'ambiente in cui vivono e che si basano su criteri di reciprocità, eticità, equità, solidarietà.
La nuova economia è, insomma, il frutto delle iniziative di cittadini responsabili che riprendono il controllo di come producono, consumano, risparmiano, investono e scambiano e, per farlo si informano, discutono, partecipano, decidono.
La strategia dell’economia solidale è, quindi, la costruzione a livello locale di filiere produttive democratiche, eque e sostenibili che operino secondo principi di cooperazione e reciprocità, per valorizzare le relazioni tra i soggetti, un’equa ripartizione delle risorse, il rispetto e la tutela dell’ambiente, il perseguimento della giustizia e la difesa dei beni comuni.
Questi i principali settori dell’economia solidale regionale, riconosciuti anche dalla legge:
• agricoltura (contadina, biologica e di filiera corta), trasformazione della produzione agricola, tutela del paesaggio e della biodiversità;
• consumo e risparmio critico (commercio equo, acquisti solidali, bioedilizia, turismo responsabile, software libero, finanza etica e mutualistica);
• riuso e riciclo;
• trasporto collettivo;
• servizi comunitari e di prossimità e banche del tempo.
Nell’ambito delle attività del Tavolo Permanente, il Gruppo di lavoro tematico “Consumo Critico, Promozione e Reti” ed ERVET hanno progettato ed effettuato (inizio 2019) una rilevazione sull’economia solidale in Emilia-Romagna, per meglio capire il mondo dell’economia solidale, sondare la solidità delle reti esistenti, stabilire contatti con nuove reti e nuovi soggetti. Se volete saperne di più qui trovate una sintesi della ricerca (link alla presentazione, materiale nella cartella allegato 2).