Un fine settimana nelle Ardenne
In un fine settimana di marzo mi trovo alla Casa Scuola “Buen Vivir”, in un villaggio nelle Ardenne al confine tra Belgio e Lussemburgo. Sono stato invitato a portare un contributo sul legame tra disuguaglianza e felicità e cosa possiamo fare per affrontare il nodo della disuguaglianza; qui ritrovo Antonella Tarallo e Marzio Vidali a cui chiedo come è nato il progetto di questa Casa Scuola.
Da dove arrivano Antonella e Marzio
Antonella e Marzio sono entrambi originari del Friuli Venezia Giulia; si sono incontrati nello scautismo ed hanno vissuto esperienze che li hanno sensibilizzati al problema dell’ingiustizia a livello globale; Antonella ha partecipato alla Giornata mondiale della gioventù con il Papa nelle Filippine (1995) ed è rimasta scioccata dalle condizioni di vita nelle Smoky Mountains, le montagne di rifiuti fumanti vicino a Manila; Marzio ha sentito Alex Zanotelli in un incontro ed ha iniziato a leggere i suoi scritti.
Dopo il loro incontro hanno capito di avere in comune lo sguardo sull’ingiustizia, l’analisi delle sue cause e di cosa possiamo fare a partire da noi. In quegli anni da questo sguardo sono nate molte esperienze, e così insieme ad un gruppo di persone attente a questi temi nel 1997 avviano il gruppo dei Bilanci di Giustizia di Monfalcone. Insieme al gruppo fondano prima un Gas e quindi la bottega del commercio equo e solidale Benkadì in cui Antonella lavora per un periodo.
Dopo qualche anno però scelgono di trasferirsi a Bruxelles per lavoro e lì, sentendo la mancanza di un luogo in cui confrontarsi su questi temi e sulle pratiche quotidiane, danno vita insieme ad altri italiani e italofoni al gruppo dei Bilanci di Giustizia di Bruxelles.
I viaggi di maggio
La loro idea era però quella di tornare in Italia con un progetto di impegno sociale, e così a partire dal 2017 organizzano a maggio dei viaggi per incontrare diverse persone e gruppi con cui confrontarsi e da cui lasciarsi ispirare per poter dare forma al loro progetto. Gli incontri partono dalla domanda: “Quali sono le sfide che vedete?”
Incontrano così in Italia, Francia e Belgio diversi amici, gruppi e organizzazioni impegnati nel cambiamento verso la giustizia, che raccontano in un blog; tra questi i fondatori della cooperativa Ardelaine in Ardèche, che recuperando la filiera della lavorazione della lana ha salvato una valle dallo spopolamento e ne ha ricostruito il tessuto sociale, poi Francuccio Gesualdi al Centro Nuovo Modello di Sviluppo, alcune esperienze di vita comunitaria come l’Aia Santa nel Mugello e la comunità di Via Giusti a Trento, diversi gruppi locali dei Bilanci di Giustizia e tanti altri.
Durante questi viaggi raccolgono una grande quantità di domande che hanno poi sistematizzato e rielaborato, arrivando a capire che quello che vogliono fare è offrire uno spazio per condividere e imparare insieme. Il sogno è di poter imparare a fidarsi e affidarsi, sapendo chiedere aiuto e riceverlo, nella semplicità dei gesti di condivisione di tutti i giorni.
Come sono arrivati nelle Ardenne
In una prima fase pensano di stabilire questo spazio in Puglia, ma poi in seguito a diverse proposte iniziano a considerare il Belgio, fino ad arrivare nel 2021 all’acquisto della casa nelle Ardenne accanto a quella di un’altra coppia del gruppo dei Bilanci di Giustizia di Bruxelles. Con l’aiuto di alcuni amici del gruppo comprano questa casa e scoprono che già nell’800 era una scuola con annessa casa del maestro. Questa sistemazione in Belgio consente loro di continuare a lavorare part-time a Bruxelles e dedicare i fine settimana lunghi alle diverse attività necessarie alla sistemazione e conduzione della casa scuola.
Cos’è e come funziona la Buen Vivir School House
La Casa Scuola è un posto in cui fare le cose che ci piace fare; un luogo per condividere nella lentezza, imparare, stare insieme e creare un tessuto di fiducia. Antonella e Marzio hanno notato che spesso le persone impegnate si sentono isolate e rischiano di essere sopraffatte dalla paura, per cui hanno pensato di poter offrire questa Casa Scuola per aiutare a vincere la paura e l’isolamento e sostenere in questo modo la fatica e la speranza.
Qui non circola denaro; l’ospitalità è gratuita, il cibo è in condivisione ed ognuno contribuisce al funzionamento della scuola portando ciò che può e svolgendo le attività che servono al suo funzionamento. La struttura viene gestita e utilizzata in condivisione, seguendo la logica del dono; ognuno porta quello che può portare e riceve quello che sente di poter prendere. Anche le attività inserite nel programma arrivano dalle richieste, dalle proposte e dalle competenze di chi partecipa; spesso si tratta di laboratori relativi al saper fare, al saper essere e al sapere.
La casa scuola mette a disposizione una grande cucina, un salone, uno studio, una sala per le attività di laboratorio ed il giardino; è tutto molto curato. Ci sono dieci posti letto oltre a quelli di Antonella e Marzio, nel caso di gruppi numerosi alcune persone possono dormire nelle vicinanze o da amici vicini.
I prossimi appuntamenti
Oltre ai laboratori, ne hanno già organizzati 42, stanno inserendo una nuova modalità di scambio secondo un formato che hanno chiamato “conversazioni sul sofà” in cui alcune voci guida introducono un argomento su cui ci si confronta ponendo attenzione alla modalità della conversazione.
Tra i temi possibili per le prossime conversazioni sono inclusi “Il gesto del fare il pane”, “Femminismi”, “Migrazioni”, l’uso dell’intelligenza artificiale e la coscienza ambientale, “Pace e pacifismo”; sono anche previsti fine settimana artistici, laboratori sulla lavorazione del legno, sulla giustizia riparativa e tanti altri.
Questi incontri aiutano anche a sviluppare il senso di comunità e a rafforzare i legami con gli altri soggetti del territorio.
Ma perché?
Quando chiedo ad Antonella e Marzio quali sono le motivazioni che li spingono a fare tutto questo mi dicono come prima cosa di farlo per essere felici, per sviluppare insieme la socialità, il pensiero critico e le alternative, nella gioia e nel rispetto della vita. Il Buen Vivir è un’ispirazione, questo il modo in cui la stanno applicando.
Comunque i viaggi di maggio non sono terminati; il prossimo maggio Antonella e Marzio andranno in Svezia ad incontrare Dougald Hine, autore di “At Work in the Ruins: Finding Our Place in the Time of Climate Crises and Other Emergencies” (“Al lavoro tra le rovine: trovare il nostro posto nel tempo delle crisi climatiche ed altre emergenze”). Hine ha fondato in Svezia una scuola per alcuni aspetti simile a quella delle Ardenne, Antonella e Marzio lo incontreranno per confrontarsi sulle modalità per moltiplicare queste esperienze, metterle in rete e aiutarsi a vicenda. Chissà, forse potrebbe nascere un gemellaggio tra le due scuole.
Antonella e Marzio comunque un posto lo hanno già trovato, un posto per imparare ciò di cui abbiamo più bisogno: affrontare insieme le sfide della nostra epoca.
Per informazioni sulla Buen Vivir School House scrivere a viaggiodimaggio(chiocciola)posteo.net
Andrea Saroldi
25 marzo 2026
Foto di Andrea Saroldi