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eser, 07/07/2026
Economia sociale: dalla Regione 5 milioni per ecosistemi territoriali innovativi

La sfida è ambiziosa e va oltre il semplice stanziamento di fondi. Con il primo bando da 5 milioni di euro destinati al sostegno per ecosistemi territoriali innovativi, l’Emilia-Romagna passa dalla teoria alla pratica dopo l’approvazione degli “Indirizzi strategici”, per sostenere progetti pilota ad alto impatto e per la realizzare infrastrutture economico-sociali durature. L’intenzione di viale Aldo Moro è quella di andare oltre la tradizionale separazione tra la produzione della ricchezza e la sua redistribuzione, valorizzando principi cardine come la centralità della persona, la governance partecipativa e il reinvestimento degli utili nel territorio, attrando anche capitali privati.

Chi può partecipare

Capofila dei partenariati dovranno essere enti locali come Comuni, Province, Unioni di Comuni e alla Città Metropolitana di Bologna, chiamati a far dialogare soggetti dell’economia sociale e dell’imprenditoria for profit, nonché attori dell’ecosistema dell’innovazione e della ricerca.

Elemento distintivo della misura è infatti la premialità dell’approccio ecosistemico, che prevede partenariati ampi che coinvolgano soggetti di diversa natura. Oltrepassando l’idea del finanziamento a un singolo intervento, si punta così su reti stabili, a co-investimenti pubblico-privato e obiettivi trasformativi misurabili.

I settori e gli ambiti di intervento

Lo sviluppo delle proposte potrà riguardare:

  • rigenerazione urbana, housing sociale e welfare territoriale
  • contrasto allo spopolamento, alla povertà e alle vulnerabilità delle aree interne
  • cura dell'ambiente, economia circolare ed energia sostenibile (es. comunità energetiche)
  • innovazione tecnologica e uso etico del digitale e dell'intelligenza artificiale nei servizi

“Con il lancio di questo primo bando da 5 milioni di euro - affermano il presidente della Regione Michele de Pascale e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla - non stiamo semplicemente attivando una misura finanziaria, ma stiamo inaugurando una nuova stagione per l'Emilia-Romagna: la transizione verso un modello che è prima di tutto culturale e, di conseguenza, di sviluppo economico . Un modello capace di superare la vecchia separazione tra la produzione della ricchezza e la sua redistribuzione sociale attraverso principi cardine quali la centralità della persona, la governance partecipativa e il reinvestimento degli utili nel territorio, che devono diventare punti di riferimento culturali per l'intero sistema produttivo. Attraverso lo stanziamento di queste prime risorse vogliamo sostenere progetti capaci di innescare un reale cambiamento strategico nei territori, traducendo in azioni concrete le cinque missioni dei nostri indirizzi regionali. Vogliamo creare veri e propri ecosistemi innovativi dove i Comuni e le Province facciano da abilitatori, mettendo allo stesso tavolo l’economia sociale, le aziende private e il mondo della ricerca, dalle Università alla Rete Alta Tecnologia. Questa sinergia attiverà una leva finanziaria potente per attrarre capitali privati da investire in sfide cruciali: dalla rigenerazione urbana alle comunità energetiche, dal welfare territoriale all’uso etico dell’intelligenza artificiale, fino al contrasto dello spopolamento delle nostre aree interne. La coesione e la qualità sociale di una comunità sono il valore aggiunto indispensabile per il successo delle imprese e per la loro competitività globale”.

La strategia a lungo termine

L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana a dotarsi di una strategia integrata di questo tipo, allineandosi ai piani d'azione nazionale ed europeo. Solo dopo aver valutato i risultati di questa fase sperimentale e dei processi attivati sul territorio si procederà poi alla definizione di una legge regionale specifica sull'economia sociale.

“Solo dopo aver attivato i processi previsti negli indirizzi strategici - concludono de Pascale e Colla - e valutato quello che già esiste, ci dedicheremo alla definizione di una legge regionale specifica sull’economia sociale. L’Emilia-Romagna si candida, quindi, a diventare laboratorio avanzato e interlocutore di riferimento a livello nazionale ed europeo, guidando le trasformazioni e costruendo uno sviluppo di qualità, radicato nei territori e nelle comunità, con un consolidamento di partecipazione diffusa”.

Tempistiche e modalità di candidatura

Le domande potranno essere presentate dal 1º ottobre al 15 dicembre 2026, mentre le attività dei progetti selezionati dovranno concludersi obbligatoriamente entro il 31 dicembre 2028. Per accompagnare la costruzione delle proposte verrà organizzato da Regione e Art-ERun ciclo di incontri territoriali informativi e si attiverà uno sportello dedicato al supporto tecnico.