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eser, 28/07/2026
Mondo CERS: Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali: il 16 giugno mobilitazione davanti al MASE

Roma, 16 giugno, ore 11.00 – davanti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica - Via Cristoforo Colombo 44, Roma

Il Movimento nazionale delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali e il Coordinamento CERS Roma e Lazio annunciano una mobilitazione pubblica per martedì 16 giugno, alle ore 11.00, davanti alla sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), per chiedere un cambio di passo nelle politiche nazionali a sostegno delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali.

Le CERS rappresentano uno degli strumenti più concreti per realizzare una transizione energetica democratica, partecipata e socialmente giusta. Non sono soltanto configurazioni tecniche per la produzione e la condivisione di energia rinnovabile: sono infrastrutture territoriali di coesione sociale, contrasto alla povertà energetica, educazione ambientale, partecipazione civica e sviluppo locale sostenibile.

In questi anni cittadini, associazioni, enti del Terzo Settore, cooperative, enti locali e reti territoriali hanno promosso esperienze concrete di comunità energetiche, spesso anticipando le istituzioni e dimostrando che un altro modello energetico è possibile: più diffuso, più democratico, più vicino ai bisogni reali delle persone e dei territori.

Tuttavia, l’attuale quadro normativo, amministrativo e fiscale presenta ancora ostacoli rilevanti che rischiano di frenare la diffusione delle CERS proprio nel momento in cui l’Europa riconosce alle comunità energetiche un ruolo strategico nella decarbonizzazione, nella lotta alla povertà energetica e nella partecipazione dei cittadini alla transizione ecologica.

Per questo la mobilitazione del 16 giugno porterà davanti al MASE alcune richieste precise.

Chiediamo innanzitutto stabilità normativa e continuità degli strumenti incentivanti, a partire dalla proroga del quadro previsto dal Decreto CACER oltre l’attuale scadenza del 31 dicembre 2027, scadenza assai più vicina di quanto sembri considerando il tempo necessario ad attivare le CER/CERS, e dall’incremento della capacità incentivabile oltre il limite complessivo di 5GW oggi previsto.

Chiediamo semplificazione amministrativa, chiarezza interpretativa e procedure più accessibili, affinché cittadini, enti locali, Terzo Settore e piccole realtà territoriali possano velocemente e facilmente costituire e gestire comunità energetiche senza essere bloccati da complessità burocratiche sproporzionate.

Chiediamo un quadro fiscale adeguato alla natura mutualistica, sociale e territoriale delle CERS, con regimi agevolati, semplificazioni tributarie, misure dedicate agli enti del Terzo Settore e il superamento di impostazioni ancora legate alla fase sperimentale.

Chiediamo il rafforzamento del ruolo degli enti locali, attraverso regole nazionali uniformi per l’utilizzo di spazi pubblici, tetti, edifici, parcheggi e pensiline, con concessioni gratuite o calmierate e modelli di convenzione replicabili.

Chiediamo misure specifiche per le comunità impegnate nel contrasto alla povertà energetica, perché le CERS possono diventare strumenti fondamentali per sostenere famiglie vulnerabili, ridurre le disuguaglianze e redistribuire benefici economici e sociali nei territori.

Chiediamo maggiore trasparenza sulle reti e sulle infrastrutture energetiche, con dati aggiornati sulla capacità delle cabine primarie e secondarie, informazioni accessibili sulla pianificazione degli investimenti e coinvolgimento delle comunità energetiche nella definizione dei piani di sviluppo delle infrastrutture.

Chiediamo infine l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra MASE, GSE, istituzioni competenti e rappresentanze delle CER/CERS, per costruire politiche energetiche attraverso processi continuativi di co-programmazione e co-progettazione.

La transizione energetica non può essere affidata soltanto ai grandi operatori industriali e a modelli centralizzati. Senza il protagonismo dei cittadini, dei territori, degli enti locali e delle reti sociali, la transizione rischia di essere tecnicamente incompleta e socialmente ingiusta.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali chiedono di essere riconosciute per ciò che sono: non un segmento marginale del sistema energetico, ma una leva strategica per democratizzare l’energia, ridurre le disuguaglianze, rafforzare la coesione sociale e accelerare la diffusione delle rinnovabili.

Per queste ragioni, il 16 giugno saremo davanti al MASE per chiedere risposte chiare, tempi certi e un confronto stabile con le istituzioni.