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eser, 20/02/2026
Stage brevi 2026
Data:
Da sabato 7 febbraio 2026 a venerdì 13 febbraio 2026
Luogo:
Casaltone

Che cosa c’è sotto i comportamenti che mettiamo in atto in gruppo?
Come prendiamo le decisioni?
Dove “mettiamo” l’attenzione?
Come ci influenziamo?
Con un approccio esperienziale-attivo, partendo da simulazioni ed esercitazioni, rifletteremo su quanto accade in un’esperienza di gruppo, facendoci aiutare dalla teoria dell’empowerment di comunità.
 

Per info: stage@giollicoop.it


Erica Raimondi
Laurea e dottorato in Sociologia e Ricerca Sociale, formazione in facilitazione ed empowerment di comunità.
Nel 2015 inizia a lavorare come facilitatrice e nel 2016 come operatrice sociale, promuovendo l’empowerment di comunità e la co-abitazione di persone con diversi background culturali.
Si appassiona al Teatro dell’Oppresso (TdO), e si forma nella conduzione dei gruppi anche attraverso il TdO, che integra con gli altri approcci.

Obiettivo di questo breve percorso: migliorare la capacità di condurre il passaggio nodo-embrione-modello, con particolare enfasi sulla pulizia dell’embrione, utilizzando le “6 analisi di Giolli” e le numerose tecniche di prova.

Le tappe:
1) Costruzione del gruppo e de-meccanizzazione con gli esercizi di Boal
2) Riflessione teorica sul percorso nodo-embrione-modello
3) Ricerca dei nodi tramite il Teatro-Immagine, sul tema del riarmo europeo
4) Costruzione di alcuni embrioni teatrali, da 2 a 4, da sviluppare
5) Analisi secondo la griglia di Giolli e uso delle tecniche di prova per pulire gli embrioni
6) Valutazione del percorso, delle tecniche usate, dei prodotti.

Il processo è fortemente orientato a creare dei buoni modelli di Teatro-Forum, anche usabili poi dai partecipanti stessi, se utili, nei propri contesti. Non ci dedicheremo né alla ricerca approfondita dei nodi né alla gestione del Teatro-Forum col pubblico, e nemmeno all’utilizzo di tecniche dell’Arcobaleno del Desiderio su storie personali.

Roberto Mazzini
Ha attraversato i movimenti del ’68, l’obiezione di coscienza al servizio militare e la Nonviolenza: è stato maestro elementare, si è formato come psicoterapeuta biosistemico e poi, per scelta, è diventato teatrante. Lavora sulle spalle di Boal e Freire in contesti diversi, per un mondo migliore.

Un laboratorio intensivo di formazione che unisce lo strumento della Drammaturgia di comunità, con le sue categorie estetico/operative, e la ricerca freiriana, rivolto a chi (attori/attrici, educatori/educatrici, operatori/operatrici sociali, attivisti/attiviste, militanti) vuole esplorare la costruzione dell’atto performativo, unendo training fisico e scrittura, come pratica collettiva e trasformativa.
Pensando al teatro come spazio di dialogo, consapevolezza e narrazione condivisa, si lavorerà intorno allo sviluppo del punto di congiunzione tra l’espressione di un gruppo/comunità e la comunicazione a un pubblico/comunità.
Non è richiesta alcuna pregressa esperienza teatrale o di scrittura.

Mariagiovanna Italia
Operatrice di Teatro Sociale e di Teatro dell’Oppresso, collabora con la rete nazionale di TdO Giolli e fa parte della rete Freire-Boal. Con Officina Socialmeccanica progetta e conduce interventi di teatro sociale e percorsi di formazione rivolti a operatori e operatrici sociali, educatori, educatrici e docenti sulla creazione e gestione dei gruppi, sui processi comunicativi e sulle tecniche del Teatro dell’Oppresso e della Drammaturgia di Comunità.

Un laboratorio teatrale per sperimentare come la grazia e la forza della Poesia e del Sogno agiti collettivamente possano cambiare il nostro camminare nel mondo e come il nostro cammino possa cambiare il mondo.

Alla paura di non farcela. All’idea che tanto non serve a nulla, ai giudizi che ci umiliato e tagliano le gambe.
Alla rassegnazione che ci fa dire e pensare: tanto le cose non cambiano mai niente, ha sempre funzionato così.
A chi ci dice di lasciar perdere.
A chi ci ricorda che non contiamo e non valiamo niente.
Ai saggi e ai sapientone che ci ammoniscono, dai loro troni, che così va il mondo, che non si poteva fare diversamente.
Ai burocrati e al loro motto: è la procedura non posso farci niente.
Ai funzionari e al loro credo: è l’algoritmo che decide, neutrale e incorruttibile.
A tutti quelli che, più che volerci bene, ci vogliono utili.
A chi produce guerre, fame, sfruttamento, a chi devasta il pianeta, a chi dice non ci sono alternative.
A chi ci toglie la parola, a chi ci ruba la voce.
Ai prepotenti, agli arrivisti.
A capi, capetti, caponi, capoccioni, caporioni, mezzecape, mezzicapi, capitate, cape toste, cape vuote.
Rispondiamo facendo RESISTENZE POETICHE, METTENDO IN SCENA L’IMPENSABILE, donando forma e consistenza ai sogni; rompendo gli argini della mediocrità, dell’omologazione e come un fiume di idee e di colori,
riprendendoci la terra e il mondo.
Con la tenerezza e l’amore di un canto che da suono diventa parola che nomina, che chiama, che dà vita a quello che prima non c’era.
Prove Tecniche Di Resistenze Poetiche.
Mettiamo in scena l’impensabile.
Prove Tecniche Di Resistenze Poetiche.

Massimiliano Filoni
Attore e regista, lavora con Giolli dal 1992. Negli ultimi anni ha introdotto la Poesia e il Sogno come pratiche collettive per mettere in scena l’impensato per immaginare e realizzare mondi e vite più giuste e più belle.

(in lingua inglese o spagnola)

In questo workshop esploreremo gli strumenti e la metodologia per la creazione di spazi sicuri e accoglienti, in cui realizzare un’esperienza di apprendimento trasformativa per studenti con background diversi. Analizzeremo in modo approfondito come questo possa favorire l’esplorazione di argomenti difficili e delicati relativi alle identità sociali. Esploreremo le reazioni del sistema nervoso allo stress negli spazi di apprendimento, per comprendere come offrire supporto agli studenti.

Hilal Demir
E’ un’attivista, formatrice e facilitatrice da oltre 20 anni; ha esperienza nell’organizzazione e nella definizione di strategie di azione diretta non-violenta, campagne e movimenti sociali. È appassionata di esperienze di apprendimento informale, organizzazione di comunità, dinamiche di gruppo e culture organizzative; supporta attivisti e organizzazioni nella costruzione di movimenti sociali trasformativi e duraturi per un futuro giusto.