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eser , 17/12/2022
Le linee guida un lungo percorso giunto al termine con un importante risultato.

Dalla vendita diretta nei mercatini locali di marmellate, dolci tipici e prodotti alimentari “fatti in casa” con l’utilizzo di materie prime coltivate o allevate in proprio, alle regole per la raccolta e corretta conservazione di funghi, tartufi e altri vegetali spontanei. Dalle buone pratiche per la salvaguardia del benessere degli animali da allevamento, agli standard igienico-sanitari da rispettare nella preparazione, somministrazione e vendita di prodotti alimentari a filiera breve in una ottica di valorizzazione delle produzioni locali e tradizionali.
Sono alcune delle molteplici attività in campo agroalimentare alle quali si applicano le “Linee guida per la produzione, trasformazione, commercializzazione e somministrazione di alimenti nell’ambito della produzione primaria e delle imprese agricole”, approvate dalla Giunta regionale. Una sorta di vademecum che fornisce agli imprenditori agricoli e agrituristici emiliano-romagnoli le indicazioni e le informazioni essenziali riguardanti i requisiti minimi e gli obblighi richiesti per la produzione di cibi e la fornitura di servizi nell’ambito della propria attività d’impresa, con l’obiettivo di promuovere le piccole produzioni agro-zootecniche locali, in particolare relativamente alla buone pratiche igienico-sanitarie indispensabili per la corretta gestione del proprio autocontrollo.
Non solo: le Linee guida, un maxi-documento che comprende anche un sintetico compendio della normativa europea, nazionale e regionale in materia e un mini-dizionario per familiarizzare con i termini tecnici più diffusi, hanno inoltre l’obiettivo di fornire al personale delle Ausl regionali che effettua i controlli ufficiali indirizzi operativi utili a garantire adeguatezza e omogeneità sull’intero territorio regionale. “Le produzioni su piccola scala - sottolineano gli assessori regionali alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, e all’Agricoltura, Alessio Mammi- costituiscono un ricchissimo patrimonio di saperi e sapori da valorizzare, in grado di creare nuove opportunità di reddito per le aziende agricole emiliano-romagnole. Del resto un’alimentazione sana ed equilibrata, basata su cibi di qualità e sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, gioca un ruolo fondamentale anche ai fini della promozione della salute. Le linee guida regionali sposano questi due obiettivi e si configurano come un ‘prontuario’ per le imprese agricole e agrituristiche che intendono dedicarsi a queste attività. Il tutto nell’ottica della filiera corta, per rafforzare il legame tra produzioni agroalimentari e territorio, all’insegna della sostenibilità”.
“Fondamentale - aggiunge l’assessore al Welfare, Igor Taruffi - è stato il ruolo fortemente propositivo svolto dal Forum dell’economia solidale, che nel corso di un confronto partecipato, in particolare con il gruppo di lavoro agricoltura/sovranità alimentare, ha contribuito in maniera fattiva all’elaborazione per la definizione delle Linee guida”.

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