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eser , 21/07/2021
Rete Sovranità Alimentare Emilia-Romagna

Si è costituita la Rete per la Sovranità Alimentare in Emilia-Romagna, ampia coalizione di singoli, associazioni e gruppi di base per un cambio radicale nel sistema di produzione, distribuzione e consumo del cibo. Nel mese di giugno si è tenuta la conferenza stampa e la presentazione formale a Bologna con le quali sono stati illustrati partecipanti, finalità e metodi di attuazione degli obiettivi del progetto.

La Rete Per La Sovranità Alimentare in Emilia-Romagna nasce a Bologna tra i contadini e cittadini che ruotano attorno a Campi Aperti, Camilla Emporio di Comunità, ed Arvaia Comunità che Supporta l'Agricoltura. In breve tempo si aggregano altre persone e le principali realtà vicine ai temi della genuinità dei cibi e del consumo critico; presto la rete cresce in ambito regionale per promuovere un nuovo modello di produzione e consumo basati sui principi dell’agroecologia: minimizzare gli sprechi, utilizzare razionalmente le risorse, spostare il mondo del cibo verso forme attente alle produzioni biologiche locali e alle realtà di base dell’Economia Solidale.
Il modello di agricoltura e le scelte alimentari sono determinanti per la salute, la qualità del lavoro, la tutela del territorio. La Rete vuole divenire il principale interlocutore in grado di influire sulle scelte politiche regionali a sostegno delle Reti Alimentari Contadine e delle iniziative del mondo dell’Economia Solidale.
Le Reti Alimentari Contadine comprendono piccoli produttori, distribuzione e fruitori che con un comune impegno possono determinare un diverso approccio all’alimentazione, valorizzare le produzioni locali, migliorare l’economia e la salute del territorio. Queste Reti costituiscono una coalizione ampia, lontana da fazioni e logiche di partito, pronta ad intervenire nelle scelte locali a vantaggio del bene comune.
Le amministrazioni devono porre al centro del mondo alimentare l’agricoltura e i mercati contadini; le esperienze dell’economia solidale e degli empori di comunità; le forme di collaborazione diffuse con i negozi di vicinato, i laboratori e la ristorazione artigianali; l’avvicinamento tra città e campagne.

La Rete Per La Sovranità Alimentare propone da subito una serie di interventi non rimandabili:

  1. Promuovere e sostenere circuiti solidali commerciali per le produzioni agroecologiche
  2. Favorire l’accesso alla terra delle nuove generazioni
  3. Orientare il Piano di Sviluppo Rurale al sostegno dell’Agricoltura Contadina
  4. Garantire a tutti i cittadini l’accesso alla terra per l’autoproduzione del cibo
  5. Orientare la ricerca pubblica verso l’agroecologia e la tutela della salute
  6. Sostenere la biodiversità, la produzione e utilizzo delle sementi comunitarie
  7. Diffondere consapevolezza alimentare e responsabilità sociale nella cittadinanza
  8. Contrastare lo sfruttamento del lavoro e garantire condizioni dignitose ed equa retribuzione

Sovranità Alimentare è la possibilità per una comunità di decidere autonomamente il sistema di produzione e distribuzione del proprio cibo senza subire le imposizioni del mercato globale. Ciò consente di valorizzare i prodotti tipici, ridurre gli sprechi alimentari, salvaguardare il territorio e la biodiversità, mantenere in vita tradizioni e cultura locali in ottica agroecologica.
Agricoltura Contadina è quella praticata dalla maggioranza delle realtà agricole italiane, che per l’85% sono piccole o piccolissime, e dalle innumerevoli esperienze di autoconsumo.
È fatta di aziende famigliari e di cooperative che coltivano direttamente la terra su piccola scala con tecniche sostenibili e privilegiano i mercati locali, la filiera corta e il rapporto diretto col consumatore.

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